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Mal di Denti, Parodontite, Recessione Gengivale: la sintomatologia

Le patologie che interessano i denti sono diverse e richiedono una conoscenza approfondita del modo in cui si manifestano per effettuare una diagnosi precisa.

Nel panorama dei disturbi odontoiatrici è molto importante ascoltare cosa ha da dire il paziente riguardo ai fastidi che prova e quindi verificare con l’esame obiettivo, strumenti appositi e conoscenze medico-scientifiche nonché esami approfonditi, qual è la causa.

Uno dei fastidi più comuni è il mal di denti, che colpisce la maggior parte della popolazione almeno una volta nella vita.

La causa del mal di denti non è univoca e, a sua volta può essere associata ad altre patologie, come la parodontite e la recessione gengivale.

Si tratta di 3 aspetti strettamente connessi e che vanno indagati approfonditamente per scegliere la cura più adatta.

Il mal di denti

La causa più comune del mal di denti è il processo carioso che ha raggiunto la polpa. Si avverte quindi una certa sensibilità, a volte molto pronunciata, a stimoli termici, come il caldo e il freddo, oppure meccanici, come la percussione o la masticazione.

Il dente intaccato dall’infezione che coinvolge la radice reagisce alla carica batterica con il dolore.

I sintomi del mal di denti sono anche associati al danneggiamento dello smalto e della dentina e il dolore può irradiarsi anche alla mandibola, al collo, fino alla zona del petto, in caso di un’angina. In quest’ultimo caso, comunque assai raro, si tratta di “dolore riferito”, che si configura come un richiamo in un’altra zona del corpo rispetto a quella interessata.

Altri sintomi possono essere il sanguinamento, produzione di sostanza purulenta vicino al dente o in corrispondenza della gengiva, con relativo gonfiore del viso. Il dolore può essere associato anche a un trauma, come una frattura dentale.

In base ai singoli casi il dentista sceglie quale terapia mettere in campo. Quando si tratta di un’infezione è bene procedere con la “devitalizzazione” o terapia canalare, se il dente non si può più salvare. In altri casi si procede con la riparazione dei tessuti danneggiati e quindi con la disinfezione e ricostruzione.

Nel caso del mal di denti è consigliabile curare prima l’infezione con antibiotici sotto stretto consiglio medico e quindi il dolore, con antinfiammatori, come l’ibuprofene.

La recessione gengivale

La recessione gengivale è un fenomeno che riguarda il ritrarsi delle gengive, fino a scoprire i colletti dentali.

Il processo di erosione del tessuto molle avviene in modo molto lento, tanto che il paziente può non accorgersi di nulla finché non ha dei fastidi.

Per curarla con ampio anticipo e prevenire la degenerazione in parodontite, è bene recarsi periodicamente dal proprio dentista per verificare lo stato di salute dei denti e del parodonto.

Il pericolo è quello di perdere non solo i tessuti molli intorno al dente, ma anche la parte ossea che progressivamente va a scomparire. Nel momento in cui il sostegno gengivale e quello del parodonto vengono a mancare, il rischio di perdere i denti definitivamente è reale.

La causa della recessione gengivale è il più delle volte dovute alla gengivite, un’infiammazione non ancora aggressiva dei tessuti molli.

I sintomi si palesano con gengive arrossate e sensibilità termica. Tra le cause principali ci sono una scarsa igiene o operazioni di pulizia troppo aggressive, il fumo, la parodontite quando è allo stadio avanzato, ma anche l’ereditarietà.

È necessario rivolgersi al proprio dentista per sottoporsi periodicamente a una seduta di igiene dentale, durante la quale avviene la pulizia delle tasche parondontali.

Si tratta di spazi che si formano con lo scollamento delle gengive e che diventano un ricettacolo di batteri, difficili da eliminare con le normali operazioni di pulizia a casa.

Nei casi più seri si esegue una levigatura delle radici, in modo che naturalmente la gengiva possa tornare ad avere aderenza al dente.

La parodontite

La parodontite, detta in gergo anche piorrea, è una infezione della parte ossea, appunto del parodonto.

Una scarsa igiene dentale prolungata o errata è la causa principale del proliferare della placca che si trasforma anche in tartaro, facendo agire in modo aggressivo la carica batterica che si porta dietro.

La parondontite si manifesta con sintomi che vanno dal dolore ai denti, al sanguinamento quando si passa lo spazzolino o il filo interdentale. A questi si aggiungono denti che diventano sempre più distanti tra loro, a causa della recessione gengivale e quindi del parodonto, fino alla perdita completa degli elementi dentari.

La parodontite viene diagnosticata dal dentista anche con un esame obiettivo, a causa dei colletti gengivali scoperti, che nei casi più gravi arrivano fino alla radice. Questo provoca anche mobilità dei denti, malocclusione, dolore temporomandibolare e problemi nella masticazione.

Il dentista si accerta anche della presenza e della profondità delle tasche parodontali, che sono tali quando superano i 5 mm.

All’interno di queste, come accennato, è impossibile arrivare con lo spazzolino o il filo interdentale ed è per questo che una delle misure per arrestare questo processo comunque irreversibile, è quello della loro igienizzazione con una seduta professionale.

Durante la seduta di igiene dentale si possono ripulire le tasche dalla presenza di batteri e anche ridefinire il bordo gengivale, per arrestare o rallentare l’avanzamento dell’infezione.

L’obiettivo è quello di preservare il tessuto sia molle che osseo rimasto e anche salvare i denti che sono ancora nella loro sede alveolare.

La parodontite si distingue in 3 tipi: quella cronica, quella aggressiva e quella legata ad altre patologie.

La parodontite cronica è quella più diffusa e a più lenta progressione, mentre quella aggressiva ha uno sviluppo relativamente veloce, con la perdita di tutti i denti entro pochi anni.

La parodontite legata ad altre patologie, può dipendere anche dal diabete, o da altre sindromi che possono indebolire il sistema immunitario e portare alla predisposizione dell’organismo a diverse infezioni.

Alcune ricerche mediche hanno dimostrato che una parodontite non curata può anche essere legata a problemi cardiovascolari e per questo è necessario fare prevenzione o comunque curarla appena i sintomi citati di manifestano.