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Brand reputation, 3 consigli per iniziare

Mai sentito parlare di brand reputation? La reputazione on line, di un’azienda, di un professionista o di un’agenzia di comunicazione o di qualsiasi attività facilmente raggiungibile sul web, è di capitale importanza. Misurare opportunamente e con i giusti strumenti la brand awareness e la brand reputation è uno dei compiti primari di un consulente SEO e di chi, in generale, si occupa di Web marketing.

È importante, dunque, valutare con obiettività il modo in cui l’azienda viene percepita dagli utenti e potenziali consumatori, e successivamente adottare le necessarie contromisure in caso di problemi. In altri termini, occorre saper gestire le crisi.

Ecco qualche suggerimento utile per fare brand reputation nel migliore dei modi.

  1. La prima cosa da fare, come anticipato, è misurare e valutare. Utilizzando Google Trend e Google AdWords sarà possibile capire quali sono le ricerche più comuni e frequenti da parte degli utenti. È importante anche valutare le ricerche correlate che potrebbero associare l’azienda ad un sentiment negativo (ad esempio “nome azienda truffa”). Google Trend ci aiuta anche a capire se è presenta una stagionalità nelle ricerche effettuate sul motore di ricerca.
  2. I social rivestono un’importanza basilare nella gestione della brand reputation. Innanzitutto occorre monitorare e analizzare i social network per comprendere come l’azienda viene valutata e considerata dai potenziali consumatori o clienti. In secondo luogo, bisogna saper utilizzare correttamente i social network per costruire una brand awareness Se, per esempio, si è scelto di utilizzare Facebook come canale social primario, occorre evitare post spiccatamente promozionali, puntare sulla community e quindi sulle persone, rafforzare il legame con il marchio tramite immagini positive, test e quiz, concorsi a premi e altre strategie di web marketing che possano generare condivisioni e commenti.
  3. Ma qual è il procedimento da seguire per tastare il polso al web? Abbiamo visto che i social sono uno dei canali preferenziali per valutare la brand awareness del marchio, ma non l’unico. Altre fonti da tenere presenti sono i blog di influencer, i forum, i siti di news. Successivamente, in maniera automatica, è possibile procedere alla raccolta dei dati provenienti, appunto, dalle diverse fonti individuate. I dati dovranno poi essere analizzati attentamente in base ai KPI (key performance indicator) precedentemente selezionati in base all’obiettivo. I report, personalizzati in base alla persona a cui saranno indirizzati, dovranno contenere tutti i dati utili ricavati nel corso dell’analisi.

Come si vede, insomma, l’analisi della brand reputation on line è sempre più importante e decisiva per le aziende. I consumatori, al giorno d’oggi, tramite social, ma non solo come abbiamo visto, riescono effettivamente ad orientare mode, tendenze e idee. Per questo motivo, è necessario che un’azienda sia presente sui social network e che l’immagine del brand sia affidato ad uno staff di professionisti, consulenti SEO ma non solo, in grado di intervenire nel migliore dei modi.